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L'On. Giovanardi ha sempre avuto dubbi sul caso Rignano, fin dall'inizio. Il motivo era probabilmente politico confessionale , tuttavia non ha mai mutato opinione.
Ora a 3 anni dalla partenza dell'inchiesta mostra un vecchio video, girato da un genitore per suffragare le accuse verso le maestre.
Il Giornale (unico on line) riporta la cronaca della recente proiezione di questo video nell'ufficio di Giovanardi, cronaca apparentemente ignorata da tutti i media.

Dopo il clamore scomposto dell'aprile del 2007 , ora il silenzio è glaciale su una storiaccia che ha proprio nei media dell'informazione il sistema protagonista di approssimazioni e linciaggi. Quell'avvenimento ebbe un senso anche particolare, fu una specie di prova generale per le campagne successive sulla sicurezza. Alcuni di quei protagonisti delle denunce di fatti impossibili hanno fatto carriera in politica e il frutto raccolto è la costruzione di iniziative contro una emergenza mai esistita: quella della pedofilia.

Il processo a Rignano Flaminio intanto continua, con il rinvio a giudizio di quattro accusati sulla base anche di queste ipotetiche prove (di induzione alla suggestione)
Forse qualcuno dovrebbe essere licenziato.



Roma

Al terzo piano di Palazzo Chigi, nella stanza del sottosegretario con delega alla famiglia Carlo Giovanardi, alle 20.30 va in onda un film dell’orrore. Sulla parete dell’ufficio, un proiettore mostra il video girato dai genitori dei bambini che avrebbero subito abusi nell’asilo Olga Rovere di Rignano Flaminio.

L’ufficio di Giovanardi pullula di parlamentari: Mariella Bocciardo, Elena Centemero, Gabriella Carlucci e Giancarlo Mazzuca del Pdl, Paola Binetti del Pd. Prima che le immagini comincino a scorrere, Giovanardi spiega: «Vedrete un video che dimostra la violazione delle più elementari norme scientifiche “d’approccio” ai racconti di bambini che hanno 4-5 anni. L’induzione è lampante. I bimbi rispondono alle domande insistenti dei genitori per sfinimento. Rispondono alla fine come vuole il papà, quasi per non dispiacerlo, perché talvolta nell’interrogatorio i genitori si spazientiscono pure».

Parte il video, cala il silenzio. La prima inquadratura è su una bambina con un vestitino, lunghi riccioli neri, sorriso e voglia di giocare. Il primo incontro registrato è del 16 luglio 2006. Il secondo è del 22 luglio.

Il padre stringe una bambola Barbie, che chiama «la fatina», e un papero di peluche.
Padre: «Chi ti faceva la bua?».
Bambina: (ride) «Nessuno».
P: «Chi faceva la bua agli amichetti tuoi?».
B: «Il drago». P: «La fatina ti ha fatto una domanda precisa. Vuoi fare questi benedetti nomi di chi ti faceva la bua a te e agli amichetti tuoi?». B: «Il drago e Polifemo».

Giovanardi spiega ai presenti che «è da questo video che è stato dato il la a tutta l’inchiesta».
Il filmato prosegue.
Il padre si spazientisce: «Mi hai detto che oltre al drago c’erano dei cattivi che vi facevano la bua».
B: «No, no...».
Il padre allora imita la voce della Fatina: «Che ti avevo detto? N. è una bugiarda! Sei una bugiarda».
B: «No, io non sono una bugiarda, sei tu bugiardo». P: «Tu sei stata una bugiarda! Hai detto che Patrizia faceva la bua ai bimbi?»,
B: «No, no».

La Centemero scuote la testa, la Carlucci si mette le mani sul viso e mormora: «Non è possibile».
Ma il «film» non è finito:

Bambina: «Guarda che cavalli belli che ho!».
P: «Giocavate a cavallo a scuola? (...) E dai, dimmi, per me è molto importante».
B: «Giocavamo a Pinocchio, poi ai cavalli» (...)
Padre: «C’erano persone che ti davano fastidio? Papà te li manda via».
B. «Non te lo dico».
P: «Ti facevano le totò?».
B: «Sì, le totò».
P: «Papà è forte, guarda che muscoli che ha. E ha tanti amici che vogliono bene a te. Quindi mi devi dire a me...».
B: «Sono due cavallucci...».
P: «Ma c’era qualcuno che ti faceva la bua?».
B: «Basta papà mi stai a stanca’». La Binetti mormora: «Povera bambina». Il padre insiste: «Mi dici se qualcuno vi ha fatto male?».
La bambina replica stizzita: «Papà zitto, non mi fido, dai, giochiamo».
Il padre conclude: «Come psicologo sono una frana».

Carmelo Lopriore, che di mestiere invece fa proprio lo psicologo, è lì nel gruppo di spettatori, e annuisce: «Ha proprio ragione, ma come si fa a fare certe domande?».

Domande che non sono finite.
Ancora il padre: «Ci sono tanti bambini che stanno piangendo, persone grandi hanno fatto fare giochi brutti», insiste rivolto alla figlia, che replica disarmante: «Non lo so».

Giovanardi in una pausa attacca il gip (Mansi, ndr) : «Ha sostenuto che in questi video non c’è finzione, non c’è suggestione... è assurdo». Lo interrompe Luciano: «Sono tutte domande suggestive, tutte suggerimenti... Non c’è una prova di queste asserite violenze, addirittura uno dei genitori che ha denunciato gestisce un sexy shop online».

«Lo sai chi le dice le bugie?», dice ancora la voce del papà.
«Tu dici le bugie», replica la piccola.
«A mamma. Hai voglia. Tante gliene ho dette a mamma», scherza lui,
e la bimba lo gela: «Non si fa».

Dopo mezz’ora si riaccendono le luci, i parlamentari e gli altri ospiti sono increduli, si scambiano commenti durissimi all’indirizzo della psicologa che ha gestito i primi interrogatori «veri» per conto della Procura di Tivoli. Qualcuno ricorda che solo per aver visto un bambino soffiare dal naso tappandosi le orecchie, la donna aveva sostenuto che fosse una manifestazione legata alla sfera del piacere omosessuale. La Binetti sbotta: «Andrebbe fatto vedere questo video, proteggendo la bimba». Ma non si può. E la serata si chiude con un appuntamento: tutti i parlamentari a settembre andranno a Rignano Flaminio a portare solidarietà alle maestre e a seguire il caso da vicino, per accertarsi che il procedimento si svolga su elementi concreti.
Più di questi video.

Questo post e i precedenti sono stati scritti con un unico contributo il 12 maggio 2007 e qui riportato ora con leggeri rimaneggiamenti di forma. Oggi, giugno del 2008, la questione delle mestre pedofile è ormai cancellata nei toni e dalle cronache, caduta in un generale discredito anche nell'opinione pubblica lasciando il posto all'idea che si trattasse di una riproposizione della caccia alle streghe.

Scomparsi dalle cronache anche i comprimari della vicenda, questa rimane per nulla conclusa dal punto di vista processuale. Ci vorrà tempo perchè anche questo aspetto trovi la sua naturale conclusione, e in italia i tempi sono lunghi.

Una coda per nulla piacevole dal punto di vista del diritto di cronaca è stato il sequestro sul territorio nazionale del libro di Claudio Cerasa dedicato ai fatti Rignano Flaminio, ordinato dalla Magistratura su denuncia di alcuni genitori di Rignano. Ceraza fu uno dei pochi che nel maggio 2007 fece il suo lavoro di cronista.
La sentenza definitiva poi ordinerà il dissequestro, dopo 70 giorni, nel 2008.

Rignano Flaminio ha comunque originato diverse riflessioni, sulla magistratura, sulle consulenze psicologiche prestate alla magistratura, sulla scienza degli abusologi di professione, sui falsi abusi, sulla consistenza della pedofilia nella società italiana, sugli abusi sessuali nelle scuole, sul ruolo delle associazioni di tutela dei minori, sulla pedopornografia, sulla sicurezza come allarme (bambini rapiti, traffico di bambini, traffico d'organi).

Doveroso segnalare chi con maggiore sistematicità e continuità si interessa a questi temi, fonti preziose per chiunque intenda affrontare questi fenomeni veri e presunti o desideri raccogliere una ricca documentazione, annotata tra i testi e nei link:

giustiziaintelligente blog
il Giustiziere la Fabbrica dei Mostri blog
Centro documentazione falsi abusi


**************


12 Maggio 2007


Di seguito non leggerai nulla di scientifico sulla pedofilia in Italia, ma solo osservazioni ragionevoli in merito al caso di Rignano Flaminio, noto alle cronache come il "Paese degli orchi" o "Asilo degli Orchi", scoppiato il 24 aprile del 2007 a seguito di una inchiesta della Procura di Tivoli in seguito alle denunce di presunti abusi sessuali presentate da alcuni genitori della scuola Olga Rovere. Qualsiasi cosa ti aspetti non leggerai sul caso nulla di definitivo, perché continuerà ad interessare la cronaca e il costume per lungo tempo, probabilmente sotto la voce "Misteri di Rignano" o analogo.

La riflessione è stata originata dalla personale perplessità e incredulità, dove per 15 giorni si è cercato di capire cosa accadesse. Troverai del materiale e indicazioni in ogni post e una cronaca quasi quotidiana degli avvenimenti rilevanti che si protrae fino ad oggi.
Altro materiale lo troverai sullo stesso sito qui e in blog che hanno considerato l'argomento a partire dal 24/26 Aprile,e senza alcun contatto tra loro, mossi da analoghe perplessità sul caso : Il giustiziere , Giulio Mozzi , DrBrunvard.

Lo dico con scarsa soddisfazione e grande rammarico: la vicenda di Rignano Flaminio era incredibile e inverosimile fin dal primo giorno, dal punto di vista logico, prima ancora che dal punto di vista dei fatti.
Era inverosimile per la quantità di implicazioni che richiedeva, ma ancor più era inverosimile per la coralità e l'assoluto pressapochismo e la superficialità con cui e' stata tratta dagli operatori del settore dell'informazione almeno fino al giorno 27/28 aprile.
La stampa quotidiana (ma generalmente tutto il sistema dell'informazione) ha effettivamente ampliato la questione soffiando sul fuoco nei primi giorni , preparandosi a gestire il seguito prestandosi a far da megafono alle ansie e le paure peggiori in una girandola di crescente incredibilità.
Molti giornalisti, anche smaliziati, escono malconci da questo meccanismo di rincorsa della ghiotta notizia, e anche metabolizzano in fretta poi.

E' caduta in questa vicenda quella speranza di poter affidare alla stampa uno spazio di riflessione che la televisione di per sè non avrebbe di fronte alle news. La cosa peggiore è che molti professionisti hanno prestato credito totale non solo alla tesi colpevolista, ma si sono prestati a passare sulla stampa a larga diffusione le veline senza alcun senno deontologico: la loro funzione si è appiattita o alle prime agenzie stampa o a qualche stralcio dell'inchiesta trapelato, tanto da nemmeno usare in diversi casi il doveroso condizionale, in un canovaccio generale di frasi fatte a furor di colpi di titolo degni del peggior giornalismo.

I giornalisti della carta stampata, ancor prima di quelli dell'etere, avevano tutti gli strumenti per assumere una posizione almeno scettica, anche stando seduti in redazione, ma non forse l'esperienza per farlo o, peggio, la supponenza di non doverlo fare. Dopo aver dato credito alle più incredibili ambientazioni, alle descrizioni strampalate, si sono ritirati pian piano così da levigare i toni in una lenta sequenza : prima orchi, poi presunti orchi, poi presunti fatti (stessa sorte per pedofili, abusi, mostri etc).
Ci son voluti dai 3 ai 4 gg dalla notizia per assistere a questo lieve mutamento.

La tv ha sfruttato più a lungo le possibilità di montaggio e la celerità , la frequenza dei servizi o presunti servizi , ma non è stata esente dal comportamento generalizzato di una trasandatezza certa. L'ho seguita poco la Tv , quindi non mi esprimerò più di tanto, nemmeno potrei documentarlo.

Questo orientamento colpevolista e deolontologicamente superficiale ha contagiato la maggior parte dei media in un inziale effetto di amplificazione, partendo dalle agenzie stampa a cui molti operatori fan riferimento per cucinare il servizio redazionale (ma anche le tv).
Il clima accusatorio è stato indipendente dagli orientamenti delle testate, per questo il fuoco è dilagato prontamente. Nei casi migliori i servizi sono stati spezzati in due sul medesimo giornale più nei toni possibilisti che non nell'impianto colpevolista.

L'esame dei principali servizi rivela uno schema semplice: titolo accusatorio e gridato, molti particolari morbosi , un po' di colore, qualche rara)intervista politicamente corretta , citazioni dell'inchiesta in chiave colpevolista , indulgenza ai particolari piu' raccapriccianti, pochi cenni a dubbi e prevalentemente verso il fondo dell'articolo o inframmezzati a panino tra le righe con qualche dichiarazione degli avvocati di difesa degli imputati.

Questi ultimi aspetti non sono una novità relativa al caso specifico, fan parte dei problemi della stampa. Le novità stanno nella sciatteria e nel pressapochismo, nella pressoché totale inerzia con cui i resoconti sono stati scritti anche successivamente , nel l'insistenza con cui si é creduto in questo crescendo da pessimo film dell'orrore di poter o dover difendere il proprio operato precedente quando gia' si insinuavano, tra i piu' cauti, seri dubbi sul caso. Così e' nata l'ennesima presunta emergenza nazionale della pedofilia.

Le prove evidenti di questa incompetenza totale ci sono: l'articolo di Carlo Bonini su Repubblica del 26/4 che mostrava già le precoci incrinature dell'inchiesta (se lui l'ha fatto perche' la stragrande maggioranza dei giornalisti non e' riuscita condurre una indagine simile, anzi hanno adottato il medesimo cliche' nei giorni successivi?) e il giudizio del segretario dell'Ordine dei Giornalisti sull'operato dei suoi colleghi emesso molti giorni dopo .

Pressochè tutti gli interventi dei primi lettori internet, bombardati da tali certezze, come testimoniano gli interventi iniziali in vari forum o nei commenti di blog, o ancora nei commenti ai quotidiani online, è stata unanime nel timbro: sdegno, orrore, colpevolezza , richiesta dipena di morte, mai rintuzzata nella stampa proprio, quando quando l'Italia si faceva promotrice di una moratoria internazionale.
La pancia ha risposto subito all'appello di chi dovrebbe con misura e per mestiere mirare un po' al cervello. In questo i giornalisti tutti han trovato immediatamente il loro pubblico, alimentando ancora la credibilità di presunti fatti di per sè , alla nascita, già scarsamente credibili in via logica..

Vale la pena di notare ,sebbene appaia superfluo, che l'ansia per i presupposti casi pedofilia di Rignano, le condanne più determinate ed immediate, il tono battagliero e intransigente si sono manifestati sopratutto dalle voci femminili. Questo riguarda sia i servizi in firma sulla stampa, sia i commenti a tali servizi , sia i commenti nei forum e nei blog (ma escluse le insegnanti di ogni genere).
Il fatto che a Rignano (come in tutti i casi analoghi) siano implicate donne accusate di presunta pedofilia, rende ancor più accesi i toni di sdegno e nei migliori casi smorza il contenuto dei commenti che esprimono qualche timida perplessità .
Che siano le donne a parlarne di piu' probabilmente ha anche altre ragioni, naturalmente la primaè che si curano di piu' in famiglia dei bimbi e pertanto sono più accorate, ma altre plausibili andrebbero prese in seria considerazione.
Le donne giornaliste si sono anche mostrate piu' restie a cambiare opinine e a matenere ferme le loro convinzioni colpevoliste al progredire del caso. Occorrerebbe una discreta pazienza , ma una riflessione anche sul pregiudizio relativo agli accadimenti e ai simboli apparentemente in campo nell'immagine dei giornalisti di cronaca e dei loro direttori forse contribuirebbe a spiegare questa accettazione insensata , direzionalmente univoca, platealmente insistita.

Come esempi di cattivo giornalismo, grande o dilettantistico, giusto a per riassumere, senza pretesa di completezza o ordine, e senza voler per rilasciare pagelle, mi corre di citare i seguenti:

Il manifesto1 il manifesto2 La Stampa1 La Stampa2 La Stampa3 La Repubblica L'unione Sarda Agenzia Radicale Il Giornale icn TgCom La Padania Quotidiano.net Il Corriere della Sera Il Resto del Carlino La nazione Il giorno Affari Italiani

A questi aggiungo chi platealmente nemmeno si è sognato di non offendere la sua e nostra intelligenza con un esempio televisivo che reputo della peggior specie nel campo dell'informazione presunta raziocinante. E' andato in onda ben 15 gg dopo i fatti e quando molti media avevano almeno già vistosamente corretto o moderato il tiro. Qui una ricostruzione che reputo fedele del servizio.
Anche qui una donna, spesso in shador in servizi dal medioriente, che dopo rutilanti e misteriosi passagi tra antri della scuola Olga Rovere, interviste senza volto per rimarcare l'aspetto scabroso, i suoni e montaggi angoscianti in stile noir, è giunta alla scoperta dell'ovvio, non senza tuttavia aver seminato dubbi e sospetti quando le cose già apparivano chiarissime ormai ai più.

Chiunque vorrà potrà analizzare la situazione quantitativamente e dal solo punto di vista dei titoli e della gogna mediatica persistente , ricorrendo alle news di google e battendo Rignano per avere un riassunto impressionante di ciò che è stato scritto e appare sul Web tra il 24 e il 28 aprile. Tanto è durata la follia unanime della stampa nostrana e il suo pessimo servizio.

Esiste un marcato conflitto tra alcune Associazioni di sostegno contro gli abusi e anche specifiche focalizzazioni di interessi sui minori. Il perchè di questo conflitto aperto che si riconosce nello stile e nelle dichiarazioni sul caso non lo so, nè mi interessa, ma se qualcuno ci mettesse il naso e grattasse un pò sotto le buoni intenzioni dichiarate non sarebbe male . In particolare una Onlus ha dato sostegno a casi di contagio clamorosi in tutta italia e ha prestato assistenza di vario tipo fin dal formarsi delle vicende.

Ci sono serie possibilità che il suo attivismo faccia più danni che bene, insomma che carichi di un eccesso di zelo le sue iniziative sopratutto mediatiche. E' anche quella che più si avvale dei mezzi di comunicazione, che appare più settaria e fideistica, che maggiormete buca il video, che scinde il bene dal male con toni da crociata.

Non mi pare che, come qualcuno ha sostenuto, si tratti solo di toni accesi per una battaglia tutto sommato giusta. E' invece il classico caso in cui si tende a buttare confusamente tutto in unico calderone, senza distinzioni di sorta per aumentare il numero di associati e militanti, senza andare per il sottile pur di soddisfare la causa. Si mira alla pancia.
Che si tratti di un eccesso d'amore per la propria battaglia o qualcosa di diverso , con modalità a volte un po' sinistre, è una cosa che credo vada accertata. Mi è d'obbligo segnalare il volto istituzionale e il volto per cosi dire "combattente" della questione mettendo due link che bisogna aver la pazienza di esplorare: Prometeo Onlus e Massimiliano Frassi l'inferno degli angeli.

Dei bambini , ma ancor più dei loro genitori, è bene non fidarsi oltre misura perchè stravedono l'uno per l'altro. E' comprensibile . Non porta da alcuna parte affidare a loro una qualsiasi verità se non per credere alla loro scontata innocenza. Però i minori sono mediamente anche infinitamente più affidabili se si sa ascoltare con grande cautela quello che hanno da dire: ovvero se stanno bene o se stanno male, niente di più.

Dei genitori nel caso di Rignano (ma vale anche altrove in casi clamorosi) si è dimostrato che c'è almeno una tendenza ad ampliare le risposte dei bimbi, a gonfiarle per trovare una razionale e comprensibile risposta ai quesiti che muovono dal loro comportamento disagiato e dai mutamenti di carattere apparentemente inspiegabili. Si avvia così una sorta di induzione circolare di sospetti.

In questa vicenda Laziale, come in altre analoghe, questo meccanismo di induzione dei comportamenti è abbastanza chiaro, documentato paradossalmente dai video dei genitori (per quel che si è visto e letto) , come è chiaro che una sofferenza è presente nei bimbi, non si sa pero' nè quanto, nè quando, nè come, nè dove questa sofferenza abbia avuto origine.
Bisogna affidarsi allora agli esperti che, per loro ammissione, non sanno ne possono dire alcunché se non notificare a loro volta un disagio. Sembra un vicolo cieco quindi se non esistono prove più tangibili; ma conduzione dell'inchiesta e' apparsa subito fragile, lacunosa , gravida di elementi indiziari largamente contradditori (per ammissini anche dell'inquirente) tanto da apparire financo più a favore degli indiziati per la sua intrinseca fragilità piuttosto che pesare a favore della ritenuta lesa.

D'altro canto nemmeno ci si può fidare più di tanto degli operatori della psiche: gli psicologi , che pure si schierano e offrono assistenze superficiali se non nulle. La loro verità è semmai terapeutica, mai uno stato di di malessere accertato dall'analista può essere ricondotto ad alcunchè di oggettivo, se non per tipi ideali alquanto fragili e circoscritti. L'idea letteraria e cinematografica che l'indagine psicanalitica o psicologica sia una indagine poliziesca per risolvere un caso è e rimane confinata alla letteratura. E' un abbaglio, ed è un abbaglio che se ha un senso e un valore va circoscritto ad un percorso individuale e non all'indagine criminale.

Personalmente (del tutto personale) ho anche seri dubbi che spesso le terapie psicologiche (viste la varietà individuali , l'influenza dell'ambiente e la quantità di teorie esistenti) possano essere l' aiuto decisivo; spesso non lo sono per gli adulti o gli adolescenti, figuriamoci per un bimbo; c'è una tendenza del tutto implicita negli operatori a sovrastimare il disagio, ad aggravarlo per elementi inconsci prpri o altrui, a dover tdominare una quantità sconcertante di fattori a quella eta' (3/5 anni) . Trane induzioni scientifiche per comportamenti devianti non è mai cosa automatica.
Quindi andarci piano con queste consulenze e solo se si reputa la questione molto grave e circoscritta ad un percorso terapeutico individuale.

Non c'è alcuna prova che la pedofilia sia in aumento rispetto al passato , nè che i pedofili siano peggiori oggi che un tempo. E' vero che aumentano lentamente le denunce in Italia , ma questo avviene in piena campagna relativa al fenomeno della pedofilia (che dura da diversi anni).
Si condannano anche piu' pedofili (maschi) per abusi sessuali , ma in misura decisamente inferiore alle denunce. E' probabilissimo che alla fine dell'anno 2007, alla luce del clamore degli avvenimenti a Rignano Flaminio, assisteremo una consistente aumento di denunce, di avvistamenti di pedofili o di denunce di maltrattamenti .

C'è invece prova che la pornopedofilia si diffonde e che esistono dei network che la sfruttano, forse anche delle organizzazioni malavitose. Detto questo non è esattamente come pensare di avere il maniaco che sta saltando addosso a tuo figlio.
Il rischio che tuo figlio venga abusato da una simile organizzazione è infinitamente minore del rischio che tua figlia, appena maggiorenne, si dedichi al meretricio. E quest' ultima probabilità d'altro canto è infinitamente inferiore alla probabilità che posi per fotografie pornografiche di sua volontà, tanto per fare esempi scandalosi, ma per nulla insignificanti.

I casi di bambini scomparsi è altro tema , riguarda sicuramente l'abuso, ma non necessariamente sessuale come si tende ad accreditare a volte con faciloneria ; oltre tutto i bambini realmente scomparsi si contano sulle dita degli arti.
Va segnalato infine il caso di un aumento della pedofilia riguardante abusanti e abusati immigrati, ma non si può dire alcunché sulla incidenza relativa.

Ci sono anche prove inconfutabili che in alcuni paesi emergenti o poveri interessati a flussi dal turismo esiste un consistente abuso di minori (ma non piccoli di 3/5 anni) del luogo ; questo turismo sessuale sembra correlato alla povertà e alla velocità di crescita tumultuosa della ricchezza per poche élite (es. Brasile, Romania, Oriente, Africa) . Questi paesi , per inciso, sono anche quelli dove fin dagli anni 80/90 si è assistito al fenomeno delle adozioni di coppie italiane , tanto frequenti che portò alle coppie italiane la non infrequente accusa di "acquistare" i bambini, se non di rapirli, per via della pratica di ungere le ruote ai tribunali dei luoghi al fine senellire pratiche internazionali che restavano lunghe e laboriose.

Se è vero che il turismo sessuale esiste da tempo (anni '80), è anche vero che diverse fonti sostengono che l'abuso di minori in quei paesi è un fatto prettamente locale, della popolazione locale, anche dal punto di vista malavitoso e anche probabilmente dal punto di vista della produzione pedopornografica.
I tassi di a
buso sessuale di minori in generale in questi paesi sono decisamente più elevati che non nei paesi occidentali, di molte lunghezze.
Ma nella maggior parte sei casi resta confinato nel luogo , consumato da persone del luogo a danni di minori del luogo.

Noi occidentali contribuiamo ad alimentare sia la pedopornografia che il turismo sessuale, inutile nasconderselo.
Una domanda occidentale di queste perversioni quindi c'è , ma la sfortuna s'abbatte per lo più suiragazzi di quei paesi dove, per altro si arriva, con poche centinaia di euro. In realtà la stragrande maggioranza dell'abuso sui minori anche in quei paesi (parlo sempre di abuso sessuale) è locale, cioè consumato da quegli abitanti.

Si abusa di chi sta vicino, non di chi è piu lontano, per il semplice motivo che si conosce il territorio, tranne nel caso del turismo sessuale che tuttavia interessa prevalentemente ragazzi del luogo in eta' postpuberale, non bimbi di 3/5 anni.
Sono tutti paesi dove si deve diventare "grandi" alla svelta, e si rimane gravide anche alla svelta.
Comunque anche in questi paesi poveri l'abuso sessuale di bimbi piccoli e infinitesimo rispetto ai quello degli adolescenti o degli immediatamente preadolescenti. Detta in altre parole povere e a mo' di esempio : i ragazzini oltre i 10 anni si prostituiscono sì per strada per i turisti, ma i ragazzini abusati sessualmente sono in stragrande maggioranza adescati dai loro concittadini .

Non piace ? Nemmeno a me, ma non elocubriamoci sopra troppo.
Pensando a Rignano, i nostri figli vivono in Italia e se hanno 3/8 anni difficile li tocchino. Forse li guardano, ma non li toccano.
La probabilità teorica di un simile abuso sessuale in età precoce in Italia (come in coccidente) e' infatti inferiore ad 1 caso per 3 milioni di abitanti.

Le denunce di abuso sessuale in Italia sono circa (largheggiando) un migliaio nell'ultimo anno (da Rignano in poi sicuramente aumenteranno) per tutte le classi di età , ma molte di queste denunce si risolvono in assoluzioni e non perché gli avvocati della difesa siano particolarmente bravi e i pedofili particolarmente furbi, ma perche' semplicemente molto spesso l'abuso sessuale non c'è mai stato. Non infrequentemente la denuncia di abuso scaturisce dal desiderio di concludere in fretta un divorzio o avviare una separazione.

Resta il fatto incontrovertibile che i casi di abuso sessuale sono il più spesso racchiusi tra nelle mura domestiche , mentre la visibilità dei media lo fa percepire prevalentemente come una urgenza ed emergenza esterna nei luoghi di ritrovo o pubblici.

Se tutte le denunce di pedofilia venissero pubblicate con i toni attuali e a queste si assommasero anche le condanne di denunce pregresse, noi troveremmo ad avere paradossalmente 3 casi di pedofilia al giorno urlati sui giornali e la loro visbilità risulterebbe emozionalmente decuplicata. E' esattamente ciò che viene raffigurato da chi fa della antipedofilia la sua battaglia ossessiva.
Ma si tratta di un effetto ottico non di una realtà corposa, in cui quel che più conta per l'abusologo professionista è l'orrore che si prova. Anche ipotizzando una forma di pubblicazione perfetta i casi reali non muterebbero di molto e la loro incidenza sulla popolazione rimarrebbe ogni anno pressochè costante e infinitesima, ovvero tra i 200 e i treceno casi all'anno, spesso recidivi.
Ben di altra incidenza sono i maltrattamenti dell'infanzia, che assumono aspetti assolutamente diversi, e in cui la componente di violenza sessuale è minima.

Riassumiamo: la pedofilia esiste in Italia come ovunque ma è fortunatamente circoscritta a pochi casi come in tutto l'occidente, di questi casi alcuni riguardano stranieri e comunque pochissimi bimbi in età scolare (cumulati nel tempo).
La pedopornografia è più diffusa, ma riguarda la fruizione di immagini ed è in relazione al diffondersi di internet, all'adescamento in chat, e probabilmente si avvale di centri di produzione dislocati all'estero. La stragrande maggioranza di abusi sessuali in tutto il mondo e per tutti i minori, e per ogni forma, trova spiegazione all'interno della famiglia o nell'immediate vicinanze.

Gli stupri negli asili sono una bufala ,ovunque.
Vero che in qualche asilo s'e' ritrovato qualche pedofilo, ma infinitamente meno di quanto si starnazzi. e al momento che io sappia una
maestra pedofila non e' mai stata trovata , ma forse non ho cercato bene, almeno una da qualche parte ci sarà.
La casistica storica di questi incendi sul nulla e senza risultati è piuttosto lunga in tutti i paesi occidentali e le inchieste condotte, anche dopo molti anni hanno sempre mostrato che si è trattato di errori giudiziari se non addirittura si è giunti alla verità per via di insospettabili confessioni di chi ha effettuato le denunce (familiari delle presunte vittime).
Sembrerebbe invece vero che dopo il collasso in alcuni paesi dell'est ci siano molti casi di maltrattamenti e di aguzzini dislocati in strutture che dovrebbero proteggere sopratutto i ragazzi abbandonati.

Perchè allora ogni tanto si ripresentano queste ondate isteriche ?
Perché c'è un humus favorevele attorno ad un tabù, e perche' l'informazione insistita su singoli casi in via induttiva, a posteriori suggerisce che i pedofili, come i cacciatori, si spostano e organizzano là dove c'è la preda.
Cosa mai e' meglio di una scuola per "provare" questa diffusione di persone che infrangono tabù ?

Esiste una teoria compiuta, indimostrata e indimostrabile, non sostenuta da alcunché, che sostiene che l'organizzazione criminale pedofila cerca di insinuarsi nelle scuole (materne o primarie) appoggiandosi al personale per poter impunemente sfruttare i minori. Questa organizzazione nascosta userebbe una simile strategia per poter agire impunemente usufruendo di coperture insospettabili al fine di conseguire lauti guadagni.
Reputo questa versione di teoria della congiura del tutto folle , indimostrata e indimostrabile.
Il fatto che sia indimostrabile le assicura una impunità di agire.

E' oltretutto insensato ritenere che una organizzazione criminale si assuma dei rischi così grandi quando ha opportunità ben maggiori e rischi bassissimi operando in altri luoghi diversi dall'Italia o in settori diversi e più remunerativi.

La vita di un pedofilo, la sua pratica intendo, in Italia e in occidente è una vita solitaria ed estremamente sospettosa. Vive il suo desiderio di potere e di umiliazione dell'abusato come un soddisfacimento privato e nascosto. La sua relazione con il minore è patologicamente segnata da una commistione regressiva di amore per sè e da un senso di potenza.

I
casi di collusione tra pedofili che condividono il medesimo minore sono rarissimi, i casi alla serial killer efferati nel mondo si contano sulle dita della mano , casi di satanismo pedofilo non ne ho trovato nemmeno uno. Le altre son tutte balle, fraintendimenti, giochi di specchi.
I fruitori e contemplatori di immagini sono invece di piu', ma sono , diciamo cosi', confinati nel video.

I pedofili parrebbero distribuiti quasi equamente nelle categorie sociali, nello stesso modo dei cretini. Non esiste un profilo in merito alle categoria sociali di appartenenza del pedofilo, quindi puoi incontrar un pedofilo "esterno" che insidia tuo figlio ugualmente : alla parrocchietta, come al bar, al parco, a scuola (meno), allo stadio, sul tram o facendo in compagnia una passeggiata in campagna, tra gente di condizione modesta, media; tra preti come professionisti o camionisti.

l pedofilo che consuma l'abuso in una comunità , usufruendo di un potere sociale riconosciuto (chiesa, oratorio, scuola) è semplicemente piu' sanzionabile di sdegno, ma al momento non pare che il suo peso statistico sia maggiore degli altri. E' vero invece che aumentano denunce che coinvolgono educatori o preti, ma queste denunce non hanno nella stragrande maggioranza dei casi alcun riscontro o comunque si tratta di casistiche che occupano un tempo larghissimo di anni.

Viene generalmente descritto, il pedofiolo, come una persona particolarmente intelligente e acculturata. Non è vero, è astuto come chiunque si senta sistematicamente fuori della legalità e mediamente la sua cultura non supera i 13 anni di scuola.
Altro discorso vale per i serial Killer pedofili che, ripeto nel mondo si contano sulle dita di una mano.

La probabilità che tuo figlio di 3/5 anni sia caduto nelle attenzioni di un pedofilo è assolutamente inferiore alla probabilità che il bimbo ci lasci le penne per la caduta accidentale di un coppo mentre gira in bicicletta sotto casa.
La probabilità di incontrare un pedofilo femmina è pari a quella di vedere un tonno vivo in montagna.
Chi ti dice diversamente è in malafede o accecato da qualche forma di fanatismo, da interessi pubblicitari di bottega o semplicemente, ripeto, un cretino che non ha mai analizzato nemmeno superficialmente la questione. Invece è possibile incontrare donne che avviano minori alla prostituzione, non donne pedofile, ma senza scrupoli: questo accade sopratutto nei paesi poveri o cosidetti emergenti per necessità di sopravvivenza. Qui, in Italia, non mi risulta, almeno nella versione di "clienti" che non siano parenti.

Gli abusi sessuali sui minori ci sono, ma si consumano pressochè tutti in famiglia (per questo è difficile farli emergere). In questo concordano tutte le statistiche e i commentatori del settore dell'infanzia in Italia e nel mondo.
E' molto più probabile che il marito della tua migliore amica in un viaggio all'estero si sia congiunto con una minorenne sotto i 18 anni (16 in alcuni paesi), che non che tuo figlio venga coinvolto in un caso qualsiasi di pedofilia+ pornopedofilia + buffetti sessuali messi assieme. Infinitamente di più sono i maltrattamenti di qualche natura e anche questi si riconducono (sempre in Italia) per lo più all'interno della famiglia.

Ci sono perversioni sessuali voyeuristiche di cui nemmeno riesco emotivamente a capacitarmi, che sconfinano nel visuale sadico e che cercano di soddisfarsi tramite lo scambio su internet. Sono già ampiamente perseguite dalla Polizia Postale, ma pensare che si traducano automanticamente in atti in campo aperto è tutto da verificare, si tratta per lo più di contemplatori. Certo è che qualcuno queste perversioni cerca di soddifarle e quindi abusa del minore con i fatti (scattare fotografie orrende con costrizione ).

Non so esprimermi su questo fenomeno , le fonti che ho consultato sono molto dubbie e contradditorie; tendenzialmente ampliano il fenomeno o lo ingigantiscono a dismisura ; sono propenso a credere che il fenomeno cresca (non in simile quantita') con la medesima tendenza di espansione di internet, della pornografia , e della pornografia estrema: pochi centri e un grande rigiro delle medesime immagini inviate per lo piu' da pochi soggetti e poi scambiate e duplicate a piacere. Ma queste son deduzioni logiche, non informazioni in mio possesso.

Nessuno ha quel che mi consta informazioni attendibili, tranne che nel fatto che generalmente le denunce di pornopedofilia online aggregano molte persone che paiono coinvolte (la maggior parte sono contemplatori che a loro colta girano il loro "tesoro"). Sono state sequestrate sempre più immagini pedopornografiche , ma nulla si sa della catalogazione esatta di queste immagini e dei contenuti, se non che riguardano minori in diverse pose o atteggiamenti e che sono state soggette ad una forma di commercio.

Convinzioni ragionevoli su Rignano Flaminio


A Rignano si è assistito ad una forma di contagio preoccupante per vastità e coinvolgimenti sociali. Nato probabilmente da poche persone, il contagio si è allargato a dismisura per inerzie, inettitudini di ogni specie, interessi di eccesso d'amore (ci sono, ci sono!), incapacità dei consulenti, approssimazioni dell'inchiesta e si è gonfiato grazie alla incapacità logica e supponenza professionale dei mediatori dell'informazione.
Non escludo che un nucleo minimo di verità possa esserci e che qualche abuso, più probabilmente maltrattamente psicologico ci sia stato nella scuola, ma soffiare su queste ansie e angosce nel modo sproporzionato e acritico o dilettantesco in cui è stato fatto è da perfetti deficenti. Il risultato evidente è un maltrattamento collettivo in cui i bimbi son rimasti ancora più sconvolti: quelli dei denuncianti e dei denunciati e di quelli che c'entravano niente.

Di seguito nei post trovate una descrizione plausibile di come l'allarme tra pochi, possa allargarsi e infiammarsi tra molti, ad opera del criminologo Francesco Bruno.

Ovvero, la parola a tambur battente sui media fa più danni dello star zitti. E il sitema di informazione questa semplice verità non l'ha capita, anzi i singoli responsabili dei servizi oltre che delle linee editoriali, hannno semplicemente ignorato il dovere della cautela e la deontologia che la professione esigeva, accreditando in toto la versione degli inquirenti, quando solo qualche verifica superficiale avrebbe potuto per lo meno rivelare un impianto accusatorio generico , dubbio o fumoso già nella sua apparente complessità.
Ha ignorato il sistema dell'informazione, che esistevano altri casi analoghi nel mondo e sopratutto in Italia, costruiti su identici canovacci.
La tesi dell' incredibile (che tanti pur colpevolisti di primo acchito han commentato proprio così, usando l'argomento per rafforzarene la presunta verità) non e' stato sondato per parecchi giorni, inducendo ad accreditare fin da subito la morbosa idea che l'incredibile si fosse effettivamente realizzato.

Mi domando che sarebbe accaduto, in questa ossessione di veline, se mai un uomo politico o un magistrato avesse asserito di aver visto sbarcare omini verdi da una lontra gigante posatasi sulla cupola di San Pietro.
Non asserisco che, come spesso si sostiene sia tutta colpa della stampa, asserisco che in questa vicenda di pedofilia nelle scuole la stampa ha sicuramente contribuito con la sua scarsa criticità ad alimentare un fuoco che già a stento sopiva sotto Rignano. Tutti nell'informazione si aspettavano accadesse qualcosa del genere fin dall'ottobre del 2006, tutti hanno dato per sconatato fosse accaduto.
Questo comportamento incosciente ha contributo notevolmente a far dilagare quella che (nel suo complesso e in rapporto alle accuse originarie) si sta rivelando ben più di una leggenda metropolitana meritevole di battute e sarcasmo. I sintomi di questa profezia che si autoalimenta non solo si sono propagati nei Comuni vicini al presunto avvenimento, ma hanno fatto crescere improvvisamente le denunce telefoniche di abusi sessuali a telefono azzurro.
Che queste denunce aumentino in una settimana o poco piu' fino a raddoppiare mi pare assolutamente indice di una forma di isteria collettiva e di panico. (rammentare quanto son scarsi i casi di denuncia di simili violenze in Italia).

Nota : a seguito della Sentenza del Tribunale del Riesame si può ben dire che l'inquirente ha trovato quel che probabilmente insistitamente cercava, cioè la realizzazione di una probabilità zero di trovare elementi congiunti di un teorema statisticamente impossibile:
- 6 individui, nello stesso luogo fisico ma fuori della famiglia , che fossero contemporaneamente in parte satanisti e/o in parte maestri e/o in parte pedofili e in parte porno pedofili e in maggioranza femmine pedofile, ma in parte anche pornopedofile, tutti o parzialmente colpevoli di qualcosa o di tutto.
Una incrocio insiemistico veramente pazzesco e di cui il Tribunale si è immediatamente reso conto anche per la pochezza dei riscontri oggettivi.

La mia idea personale , ventilata anche da altriosservatori del caso Rignano, è che dal punto di vista dell'informazione oltre questo accecamento ideologico si sia sommato un embrione organizzativo (vedere sopra per questo) di tipo quasi fanatico che è divenuto anche in alcuni casi referente e consulente per i giornalisti in questa faccenda, rafforzando in un abbaglio gigantesco per una questione che in sè è statisticamente ridicola, ma solleva individualmente un grande senso di sdegno e timore.

Moralino finale

Però è uno sdegno ingiustificato, probabilisticamente e fattualmente, che potrebbe essere meglio indirizzato. Le poche e truci foto di abusi sessuali (ma anche tante se volete) sui minori rappresentano un fenomeno che è ridicolo solo al pensiero delle guerre ed efferatezze commessi , sempre sui minori, quotidianamente in tutte le guerre del pianeta. Questo sì è statisticamente rilevante; come la povertà che li martirizza, sarebbe degno di slancio di solidarietà ben più di tutte le chiacchiere di complotti internazionali pedofili che come ordalie calano sul nostro paese.

La pedofilia in confronto allo strazio delle guerre è una vera cazzata , meriterebbe una attenzione nulla a confronto del resto che esigerebbe un impegno emotivo di gran lunga superiore.

Sospetti che tuo figlio a scuola sia insidiato da un pedofilo ?
Ecco come comportarsi in 4 step


Premessa : se tuo figlio ti chiede del pipino e della pipina (che nomi del piffero, si chiamano pene e vulva !) sei sicura di aver girato nuda per casa con lui ogni tanto?
Se no fallo subito e portati dietro il marito, partner, convivente. Vi divertirete come matti e lui imparerà un sacco di cose di meglio che quei vezzeggiativi idioti.
Ripeti questa cosa divertente spesso, la mattina, la sera, quando fate il bagno e rispondi alle domande e curiosità che avrà. Non ti costa nulla , ma quello che apprenderà sarà ben più sano di quello che gli dirà qualsiasi altro.
Se non vuoi farlo perché il nudo ti turba, sappi che a scuola qualcosa imparerà lo stesso prima o poi, probabilmente con maggiore ansia se mai vi a visto scorazzare per il bagno come Adamo ed Eva. Oltretutto se veramente avesse la sfortuna pazzesca di capitargli che qualcuno che lo infastidisca sessualmente non capirai mai con certezza di che stia mai parlando.


Ora prosegui:

1- Se hai dubbi che tuo figlio sia stato abusato sessualmente, rivolgiti prima ad un Pediatra (meglio quello di fiducia, sopratutto se non è giovanissimo) e chiedi poi chiarimenti alla Maestra usando una cauta fermezza in merito alle stranezze che vedi o che il bimbo ti ha riferito ; non fare la Poliziotta, che a volte pure loro non sanno fare il loro mestiere , figurati tu: però annota su una agenda le date, i luoghi, i tempi, i pensieri;

2- Se i dubbi permangono rivolgi lo sguardo prima di tutto in casa tua e vedi un po' se può essere successo qualcosa; è un sospetto duro da digerire, ma è ben più probabile che le molestie avvengano nei paraggi della tua famiglia (parenti, amici, figli maggiori, baby sitter); anche qui annota i tuoi sospetti e i tuoi pensieri. Avere fretta non serve ad altro che confondere le acque;

3- Se ti senti ancora insicura ancora, vai da uno Psichiatra (Psichiatra, non psicologo) ad esporgli la questione ; preparati a soffrire un po' di più, perche' quelli non han tempo da perdere di questi tempi, hanno ben altre rogne ben piu' diffuse e certe da grattarsi . Sceglilo in un ospedale pubblico, evita di impazzire per cercare i luminari privati e geni della psicanalisi. Cerca qualcuno intorno ai 45 anni e facci un paio di chiacchierate;

4- Quando hai esaurito questo iter, se ti nascono nuovi dubbi sulla scuola o sull'oratorio che tuo figlio frequenta, cambiali subito e medita di fare una denuncia . Perché mai lo tieni lì, se credi di avere dubbi !
Sì soffrirà un po' nel cambiare ambiente, ma molto meno del tiramolla che stai facendo in casa o dei rischi a cui credi di andare incontro. Non confrontare i tuoi sospetti con nessun genitore per cercare una conferma, non chiedre assistenza ad una organizzazione prima della denuncia, per carità non farlo!
Ora che tuo figlio è in salvo e se sei veramente convinta , forse hai qualcosa da fare. Consulta un Avvocato mostragli i dubbi e i documenti ufficiali che hai (disegni, lettere, fotografie,consulenze quietanzate, sospetti).
Fai e basta e se lui annuisce sporgi immediatamente denuncia;

Uguale iniziativa prendila se ti senti certa già fin dal 2-3 punto, perchè comunque hai scarsissime probabilità che la cosa sia nata in una scuola. (vedi qui)

E' tuo figlio, checcazzo!

Non merita che stai lì a gingillarti, a tirarla lunga, a pensare alle conseguenze di quel che ti aspetta nella vita sociale, alle lungaggini delle istituzioni locali, ai tormenti ulteriori che comunque l'alea ti ha riservata, alle figuracce che puoi fare.
Prenditi la tua responsabilità e vai per vie legali dopo che l'hai messo in salvo.
Se hai sbagliato e il pedofilo non c'era, farai comunque meno danni a te , a tuo figlio e agli altri.

Se sei arrivato fin qui sei anche un genitore antipedofilo perfetto. Sempre che tu sia sano di mente e sappia leggere in modo non contorto queste righe.
Tutte le altre vie intermedie è dimostrato che praticamente richiedono più tempo, più soldi, più fatiche, dolori, stress, ansie. Per te e per tuo figlio.
Quanti più genitori sarete a rimuginarci in compagnia, quanto più i tuoi sospetti e il tuo agire scomposto diventeranno uno pseudo avvenimento , un caso clamoroso per fare interviste , e tanto piu' non approderai a nulla, o ben poco.
Non per colpa della sordita' altrui, ma perché la questione diventerà ingestibile , si innesteranno un sacco di interessi contradditori, anche quando probabilmente non c'e' nulla sotto, e tu stessa ti confonderai.
Soffrirai ugualmente, sola come un cane , però con l'impressione di essere affratellata nel tuo dolore ad altri. Sai che bellezza !

Se sei arrivata responsabilmente, e sfortunatamente, al punto 4 è gia' un inferno; sarai a terra , havrai avuto indubitabilmente anche una sfiga pazzesca. Sia tu, che tuo figlio, che la tua famiglia sarete comunque in grande difficoltà . Oltre al mio abbraccio e alla mia comprensione avrete bisogno di una mano, di qualcosa di più tangibile. Allora scegli , se vuoi, chi ritieni ti possa aiutare meglio: associazione, psicosostegno terapico di scuole diverse, gocce , fuga su un' isola deserta o quant'altro ti convince di più dopo aver fatto un bilancio di costi o benefici.
In genere si va da uno psicologo o da una associazione; servono ma non è automatico che siano la cosa migliore; però pensaci sono lì per questo, e puoi sempre cambiare se non ti convincono.
Le probabiltà che sbagli ora nel trovare qualcuno che ti dia una mano competente (a te e tuo figlio) sappi che sono di gran lunga inferiori a quelle di chi sceglierà gli step precedenti in testardo ordine inverso.

Adesso calmati, smetti di leggere e spegni quel cazzo di televisione in sottofondo !.

Se è giorno porta il tuo bambino a guardare le lumachine e le formiche nel parco e giocaci (con lui, non con le formichine !), chissenefrega se si sporcano le sue braghette o si smagliano le tue calze! Se è sera fai una torta, leggi una favola, correggete insieme i compitini oppure prendi carta e colori e divertiti a disegnare con tuo figlio: per male che disegni lui ne sarà felice ; se tu credi di fare begli schizzi rassegnati, le sue figure resteranno infinitamente più belle.
Se vorrai , al ritorno potrai rileggerti questa pagina oppure (ma sei proprio malfidente! ) leggere tutta la cronaca su Rignano Flaminio per farti una idea più completa da te. Troverai la vicenda evolvere giorno per giorno e un po' di documentazione aggiuntiva.

Sei presa dai dubiti per i miei suggerimenti non richiesti? Che posso dirti di più : la vita è tua, quella di tuo figlio è tua, sei liberissima di decidere come rovinarla ad entrambi, perchè le probabilità , nell'invertire l'ordine delle decisioni, son tutte contro di te.
Io il mio sporco lavoro l'ho fatto.

Dimenticavo: se tieni a tuo figlio, sebbene la cosa non sia risolutiva di per sè per il caso della pedofilia , medita seriamente di appoggiare qualsiasi iniziativa per l'abolizione degli Ordini professionali , sopratutto dell'Ordine dei Giornalisti. Servono a niente, solo a loro.

Intanto che mediti su questi miseri appunti gratuiti ti informo che dopo i 13/15 anni tuo figlio (pedofili sfortunatamente incontrati o non pedofili ) sarà molto probabilmente comunque una fonte di guai ben maggiore delle tue fisime attuali sulla cricca di pedofili nella scuola , e sarà anche maggiore dei presunti guai sull'infanzia violata (sessualmente) che televisione e giornali ti hanno trasmesso e ancora ti trasmetteranno per un po'.
Questo evento spiacevole, purtroppo, ha probabilita' piuttosto elevate di realizzarsi. Se non ci credi chiedi ai migliori esperti: i tuoi genitori.

Auguri sinceri.

Zen lento

[@12 maggio 2007]

Intervista a Francesco Bruno, criminologo, sui fatti di Rignano , trasmessa a Terra! - Canale 5 - 12 maggio 2007 alle ore 23 e:30
(trascrizione a cura di ea stralci tratti dal blog la_fabbrica_dei mostri, 18 maggio 2007)



I primi che indagano spesso sono i genitori e trascurano, proprio perché si sentono genitori, di farsi semmai assistere da uno psicologo, quindi... lo psicologo dovrebbe fornire queste persone di mezzi per poter fare in modo che il bambino dica spontaneamente, non: sia interrogato, dica spontaneamente quello che gli è successo in modo quindi da fare in modo che ci sia credibilità in quello che lui dice e soprattutto allo scopo di proteggerlo da cose che il bambino capisce essere molto delicate, conflittuali.
Nella realtà gli psicologi sono spesso poco preparati, non hanno la preparazione necessaria, né teorica e né pratica, per poter fare delle consulenze di questo tipo. In più hanno un rapporto di dipendenza assoluta nei confronti delle autorità che danno loro le perizie e così si verifica esattamente il contrario di quello che dovrebbe essere. Normalmente il consulente deve dare al giudice o alla autorità che indaga la sua consulenza e invece avviene il contrario.

Per me un bambino fino a tre quattr anni non ha quasi nessuna credibilità se non in certe particolari circostanze che comunque rendono accettabile questa indicazione che però non può essere una testimonianza sotto il profilo giuridico. Comunque questa indicazione può essere valida in un caso su cento, quando proprio si verificano certe situazioni .... Non in novantanove casi su cento come adesso. Quindi dire che un bambino di cinque anni di sei anni abbia disegnato un fallo non significa assolutamente nulla perché il bambino, la bambina magari ha un fratellino che conosce bene, perché magari ha visto gli organi dei genitori come tutti quanti noi abbiamo fatto in quella età e dovremmo ricordarcelo... E allora che cosa succede: che quella testimonianza del bambino in quell'età va purgata, va fatta passare attraverso un filtro molto severo, perché qui si parla della libertà di altre persone, si parla del destino di altre persone, altro che la libertà, perché uno una volta che uno è additato come pedofilo è stroncato, è stroncato pure nel carcere stesso...

La suggestione collettiva può nascere quando c'è appunto una mamma, per esempio, parlando di vicende che sono a tutti note, una mamma che sospetta che ci sia qualcosa a scuola che non vada. Ora, normalmente, queste signore, sono signore che hanno loro stesse dei problemi, psicologici, particolarmente riguardanti la loro identità sessuale, il loro rapporto [con la sessualità] ecc. che proiettano facilmente sul bambino, per cui un bambino che non vuole andare a scuola solo perché è maggio o non ne può più o perché vorrebbe andare con gli amici a passeggiare e a giocare e che fa quello che i bambini di tutto il mondo hanno sempre fatto, dicendo non mi sento bene, non ci voglio andare, piange ecc. allora diventa, nella mente della madre sorge il sospetto che ci possa essere il pedofilo, questo mostro spaventoso. E allora se sorge questo sospetto la mamma non dorme più la notte, perché questa è la cosa che la fa dormire di meno.

Queste madri cominciano a interrogare..., si convincono di una forte probabilità del loro pensiero e interrogano a fondo il bambino e il bambino cede, dopo quindici giorni, dopo tre giorni, dopo un mese, prima o poi cede, inevitabilmente, e dice alla madre quello che la madre vorrebbe sentirsi dire . Naturalmente la prima cosa che fa lo racconta all'altra madre che era solidale con lui e l'altra interroga il suo bambino e anche l'altro lo dirà e allora chiederanno ai bambini quali altri loro amici hanno avuto queste stesse esperienze e questo piano piano allarga, e qua più si allarga più si rinforza, perché una cosa che riguarda un bambino solo, che poi invece sarebbe la cosa più probabile, lei metta che ci sia veramente un pedofilo nella scuola non è che passa da un bambino all'altro perché così lo arrestano dopo una settimana, tutt'al più insidia uno due bambini di cui ottiene la complicità e con cui va avanti, non si allarga a quaranta bambini, non diventa una cosa di questo tipo. E invece la psicosi sì, si allarga sempre di più e allora si va dai Carabinieri, si sporgono le denunce.

Se i Carabinieri prendono queste denunce e comincia a passare una macchina dei Carabinieri davanti alla scuola è evidente che i Carabinieri hanno creduto, quindi stanno facendo le loro indagini e se i Carabinieri indagano questa è una prova ulteriore e allora le prove diventano sempre più forti fino addirittura a individuare il soggetto, se il soggetto è individuato viene perquisito. Beh se c'è stato un blitz alle sette della mattina evidentemente c'è materia...

[@correzioni e integrazioni al 19 maggio 2007]



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